3 importanti attitudini per “vivere” il corpo anzichè “usarlo”

 La pratica yoga di consapevolezza potrebbe indirizzarci verso un modo diverso di vivere il corpo. Un modo che sia sostanzialmente sensibile consapevole e aggraziato, quindi molto diverso dal modo usuale con cui entriamo in relazione con l’io-corpo.

Questo non sempre  accade in quanto spesso nella pratica si perdono di vista alcuni punti di riferimento basilari e fondamentali. Potremmo riassumere questo “corretto atteggiamento” attraverso tre direttive base  che ho chiamato

“I tre atteggiamenti fondamentali per abitare il corpo”

e cioè:

  • Il Non-utilizzo

  • Il Non- controllo

  • Il Non-possesso

Non Utilizzo

Significa che il corpo non sia strumento per altri fini, quali  l’apparire o acquisire prestigio tramite un fisico bello  sciolto e flessibile. Oppure servirsi del corpo come una macchina, come uno strumento, un qualcosa che è soggetto alla volontà dell’io e al quale possiamo far fare determinate cose. Usare il corpo  semplicemente come mezzo per raggiungere degli scopi,  utilizzandolo in modo più o meno meccanico. Spesso si vede come nello yoga contemporaneo spesso purtroppo il corpo yogico sia qualcosa da esibire e col quale sedurre potenziali allievi attraverso asana complicati torsioni impossibili e allineamenti perfetti.

Non Controllo

Vuol dire lasciar fare alla corporeità, lasciar accadere, imparare dal ascolto e dalla connessione, lasciarsi guidare.
Rientrano in questo aspetto, il sottomettere almeno ogni tanto la volontà dell’ io-mente a quella del sè-corpo, aprirsi all’ intelligenza organismica  abita nella fisicità e nei processi organici. Significa riscoprirne l’affidabilità, mollare ogni tanto la presa sul dirigere, sull’orientare a partire dal centro della volontà.

Non Possesso

Significa percepire Il corpo come un dono, talvolta una guida, comunque uno spazio sacro nel quale abitiamo e sentiamo, in cui l’intelligenza universale creativa si manifesta ed opera incessantemente in modo unico. Non lo possediamo, ad un certo punto infatti non ci apparterrà più cosi come noi a lui, intanto lo custodiamo, ce ne prendiamo cura.

Se il tema ti ha interessato puoi approfondire leggendo questo articolo sul tema del corpo e della pratica spirituale

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *