Equanimità, Indifferenza, Reattività: affinità e differenze

goccia equanimità

 

 

Uno degli equivoci che spesso mi capita di sentire quando si parla di equanimità, riguarda il confondere o l’ assimilare questa importante qualità con gli atteggiamenti dell’indifferenza e del distacco, con la freddezza e il disinteresse che sono invece cosa alquanto diversa.

Per chiarire meglio ho immaginato di distinguere “tre tipi di mente” che in realtà sono solo diverse dimensioni, differenti aspetti della mente piuttosto che vere e proprie menti distinte tra loro.

Quelle che chiameremo per comodità le tre menti sono: la mente equanime, la mente reattiva e la mente indifferente. Ci può aiutare in questa distinzione, utilizzare alcuni parametri che caratterizzano le tre qualità della coscienza. Iniziamo dicendo subito che l’unica qualità salutare che va coltivata è l’equanimità, mentre le altre due, più che qualità vere e proprie sono piuttosto stati mentali condizionati che tendono via via a scomparire e ad indebolirsi quanto più tende ad affermarsi e a crescere l’equanimità.
Ho analizzato le tre menti dal punto di vista di diversi parametri che le contraddistinguono e caratterizzano, e cioè attraverso l’energia di cui dispongono, il livello di interesse e di apertura verso l’e
sperienza, e il livello di stabilità- equilibrio. Analizzandole dal punto di vista di questi parametri possiamo notare meglio le qualità e le differenze che le caratterizzano. (vedi grafico)

equanimita rettiivtà indifferenza
schema delle tre menti

Dal punto di vista dell’energia, ad esempio vediamo che sia la mente reattiva che la mente dotata di equanimità, sono ad un buon livello, entrambe sono vitali e sensibili, mentre però la mente reattiva in presenza di uno stimolo innesca delle risposte abituali e condizionate, la mente equanime risponde in modo spontaneo e creativo.
L’energia della mente reattiva è dirompente e scarsamente gestibile, è piuttosto pesante e grezza, quella della mente equanime è delicata e morbida, fresca e dinamica.

La mente reattiva è abbastanza debole dal punto di vista della stabilità e dell’equilibrio, perché è trascinata dalle preferenze, dalle attrazioni-repulsioni (raga/dvesha) dai “mi piace/non mi piace” quindi molto dipendente da attaccamento e avversione e inquinanti vari. Così l’energia della mente reattiva è instabile e tende a consumarsi presto per poi tornare ad uno stato di eccitazione, quindi oscilla tra alti e bassi, eccitazione e noia.

Un altro elemento importante è l’interesse. Nella situazione reattiva l’interesse e dunque l’apertura sono condizionati dal contenuto dell esperienza, la dinamica è; “mi interessa se è così..” “non mi interessa se è in quest’altro modo”.

La sua logica è Si/No.

C’è molto investimento sui risultati delle azioni, sull’ esito delle proprie strategie comportamentali o su ciò che dall’ esterno ci può arrivare.
Mentre la mente equanime funziona in maniera completamente diversa e cioè ragiona per “mi interessa così” ..e “mi interessa anche se non è così”.

La sua logica è Si/Si.

Quindi il livello di apertura e di interesse verso l’esperienza è più alto e soprattutto non è condizionato dal contenuto dell’esperienza. Una mente dotata di equanimità ed equilibrio rimane interessata  aperta e duttile anche se l’esperienza è spiacevole o dolorosa.

Qui troviamo anche una differenza importante con la mente indifferente che invece non è interessata, o lo è scarsamente, a entrambe delle opzioni che l’esperienza presenta: “non mi interessa così..e non mi interessa neanche se non è così”.

Questa mente procede per No/No.

Quindi in un certo senso la mente indifferente possiede un suo equilibrio, è meno trascinata via rispetto alla mente reattiva ma è un equilibrio che si fonda, su un basso livello di energia/vitalità e quindi produce evitamento e distacco, sconnessione dall ’esperienza, non entra in contatto con ciò che accade. Questo atteggiamento mentale è profondamente diverso dall’ equanimità, anche se può essere confuso con essa.

budda

La mente equanime invece, come abbiamo detto, è interessata e curiosa, è mente che conosce chiaramente e allo stesso tempo è non-dipendente dall’ esperienza, non dipendente dalle preferenze, da attaccamento e avversione.

L’ equanimità nella sua massima fioritura è un Si incondizionato  vibrante e pacifico alla vita.

La mente ordinaria spesso oscilla tra reattività e indifferenza,  si tratta cioè di diversi modi spesso complementari di operare della mente condizionata. Quando la mente reattiva esaurisce la sua energia facilmente scivola nella mente indifferente. La mente dell’ equanimità è ad un livello superiore, è un emanazione della mente originaria, della mente risvegliata, e ogni seme, ogni apparizione se pur minima di tale qualità nella nostra coscienza, è la presenza in noi della mente del risveglio.

 

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